Alpe di Siusi, un tuffo nei laghetti di Fiè

Estate all’Alpe di Siusi. Le splendide piste da sci che l’hanno resa famosa sono decisamente a corto di neve. Lo spettacolo di uno degli altipiani più affascinanti delle Dolomiti non è tuttavia meno bello, con la vista del massiccio dello Sciliar e del Sassolungo.

Tra i boschi e gli alpeggi del paesino di Castelrotto e i borghi limitrofi, ci sono occasioni di trekking per tutti i gusti e tutti i livelli di difficoltà. Dall’alpinista più esperto agli escursionisti più rilassati, i sentieri e i rifugi attorno all’Alpe di Siusi sono un’occasione per tutti di godersi questa porzione delle montagne più belle d’Europa. Tuttavia c’è un luogo in particolare, un piccolo gioiello che mette d’accordo tutti quanti: locali, turisti, visitatori e stagionati montanari che si danno appuntamento ogni estate da queste parti, per godersi la natura del parco naturale di Sciliar-Catinaccio.

Anche tra questi monti, infatti, le estati sanno essere calde. E persino tra queste vette, ogni tanto, c’è bisogno di andare in cerca di refrigerio. Dal refigerio in questione, ci separano pochi minuti di cammino. Ai piedi della punta Santner, la gobba terminale dello Sciliar, c’è un incantevole specchio d’acqua, immerso nei boschi di abeti dell’altipiano di Fiè. Siamo a poco più di 1.000 metri di altitudine, sulle rive di un laghetto di sorgente lungo e stretto, dalle acque verdissime e dalla temperatura non troppo elevata, a pochi passi dalla fermata del pullman della frazione di S. Costantino.

Fare il bagno ai laghetti di Fiè, magari prima di un picnic, dopo un giro tra i suoi boschi, o una visita al canneto che ne occupa quasi metà, protetto dall’Ente Parco. Si può. Il lago di Fiè è uno dei più bei bacini balneabili delle Alpi. Non temete, non serve essere dei duri di montagna per fare un tuffo e godersi qualche bracciata al largo dei prati. L’altitudine piuttosto bassa permette al lago, privo di immissari, di raggiungere temperature non proibitive, fino a 23 gradi.

Non è quindi raro trovare famiglie che si rilassano al sole, ragazzi che sguazzano nelle acque limpide di questi piccoli laghi di montagna (oltre a quello naturale ce n’è uno artificiale ancor più ridotto) che un tempo erano riserve di pesca dei nobili del borgo di Fiè, che vivevano al maniero di Salego, di cui oggi rimangono solo i ruderi, spettrali, splendide mura in rovina, ormai reclamate dal bosco e dagli abeti che vi crescono attorno e in mezzo (dai laghi si arriva a Castel Salego lungo il sentiero n. 2). Tanto spettrali che nel corso dei secoli sono nate leggende di streghe che si davano appuntamento attorno alle rive del lago, danzando attorno al grande masso che separa i due laghi.

Non temete. probabilmente sono solo voci. E poi, voi non avete paura delle streghe, giusto? Se è così, siete nel luogo perfetto per tutti quegli appassionati di montagna che, pur snobbando il mare, non disdegnano un tuffo tra le acque cristalline.

Dove dormire a Fiè: Hotel Waldsee