Madesimo, sui passi di Carducci

Una delle località sciistiche preferite dai Lombardi, ma non solo, per gli sport invernali è certamente Madesimo: con oltre 50 km di piste è famosa soprattutto per il Canalone, che collega il Groppera al Pian dei Larici, amato dagli sciatori più esperti. Eppure una vacanza o un week-end a Madesimo può regalare molto altro oltre allo sci, ad esempio un salto nel tempo e nella cultura. Vi dice nulla il nome di Giosuè Carducci? Se l’esperienza che ne avete è legata a momenti di sofferenze inenarrabili incatenate ai banchi di scuola, niente paura… l’itinerario carducciano a Madesimo è molto piacevole e riserva anche gradite sorprese!

Sale da i casolari il fumo ondante
Bianco e turchino fra le piante mosse
Da lieve aura: il Madesimo cascante
Passa tra gli smeraldi. In vesti rosse.
Da Sant’Abbondio di Giosuè Carducci

La prima volta che il poeta arrivò a Madesimo era l’estate del 1888. Ci tornò parecchie volte per la villeggiatura durante l’estate fino a un anno prima della morte. Nel 1889 dopo esser stato a Gressoney si recò a Madesimo con Annie Vivanti, con cui da tempo aveva stretto un’intima amicizia. Quell’estate fu feconda dal punto di vista poetico: presero vita i sonetti “In riva al Lys”, “Sant’ Abbondio” e l’”Elegia del monte Spluga”. L’effetto che il paesaggio circostante ebbe sul Carducci fu molto profondo. Vi contribuì probabilmente una certa melanconia provocata dalla partenza di Annie, che lasciò Madesimo per recarsi a Genova, dove si sarebbe imbarcata per l’ America. Di questa località, che ai quei tempi era famosa per le fonti termali, Carducci amava la quiete e la purezza dell’aria, gli splendidi paesaggi e certamente il buon vino. A Madesimo e alla Valle, infatti, il poeta dedicò anche “A una bottiglia di Valtellina del 1884″ raccolta nelle Odi barbare.

Madesimo

Aquatinta di Johann Jakob Meyer

Per iniziare a respirare i luoghi del poeta si può scegliere una passeggiata sul sentiero che prende il nome dallo stesso Carducci e che collega attraverso un fitto bosco Motta a Madesimo. Il percorso, della durata di circa 30 minuti, è accompagnato dai versi del poeta e tuttora si può incrociare il “sedile” dove Carducci sostava durante le sue passeggiate quotidiane.

Dopo la camminata, al ritorno potrebbe essersi risvegliato l’appetito: altro luogo dove il poeta trascorreva volentieri il suo tempo era l’Osteria Vegia. Qui il Carducci sedeva accanto alla stüa dell’osteria, giocando a carte e sorseggiando un buon bicchiere di vino per ritemprare lo spirito. Oggi questo ristorante tipico, aperto dal 1781, è una pittoresca tappa per degustare i prodotti locali della Valchiavenna, come bresaola e pizzoccheri – quelli bianchi, eh! – e sostare per bersi un buon bicchiere di rosso, seduti magari proprio al tavolo Carducci. Il locale è davvero molto caratteristico e si possono ammirare diversi cimeli sulle pareti.

Altra tappa di questo piccolo itinerario è Villa Adele in via Carducci – e dove sennò? – che ospitava il poeta durante le vacanze: qui gli fu consegnata nel 1901 la pergamena della cittadinanza onoraria; oltre alla lapide in sua memoria, nel giardino della villa c’è l’abete piantato dal poeta. L’altro luogo frequentato dal Carducci è l’Hotel Cascata non lontano da Piazza Bertacchi e dal Ponte Groppera, anch’essi inclusi in quest’ideale itinerario carducciano.

Madesimo innevata

CC Paolo Perini

Madesimo fu un luogo dell’anima per Carducci e il suo spirito accompagna il turista per ogni via, dal monumento edificato in suo onore presso il Torrente Scalcoggia con il medaglione in bronzo dell’Alberti, a frammenti di poesie sparsi per le vie del borgo… a voi scovare altri lontani ricordi tra le strade del paese.

Come arrivare. Madesimo si trova quasi al confine tra Italia e Svizzera, vicino al Passo Spluga. È raggiungibile attraverso la SS36 in direzione Lecco. Arrivati a Chiavenna, si seguono le indicazioni: dopo i tornanti e la galleria si arriva a destinazione.

Dove dormire. Numerose le possibilità per il pernottamento a Madesimo, ma organizzatevi per tempo se volete trovare una stanza libera! Per i palati più raffinati la scelta ricade sullo Sport Hotel Alpina che dispone di un confortevole centro benessere, oltre che di un ristorante; Il Cantinone – premiato con una stella dalla guida Michelin – in cui venir coccolati da Stefano e Raffaella Masanti; vicino si trova il residence Alla Gran Baita, in tipico stile alpino ed immerso nelle pinete. Per chi volesse rimanere nel centro pedonale, segnaliamo l’Hotel Capriolo proprio in Via Carducci.