Pesca in Trentino: Val Rendena e fiume Sarca

Dal 22 febbraio è aperta la stagione di pesca nel fiume Sarca. Ve lo diciamo, casomai non lo sapeste, perché tra le cento e più idee che vi abbiamo suggerito per esplorare le montagne italiane, chissà come, abbiamo finora tralasciato una delle grandi attività di montagna, quella con più storia in assoluto. E così oggi vi portiamo a pescare in una delle zone più frequentate del Trentino dagli appassionati della disciplina: la Val Rendena.

Persca in Trentino

© Albe86

Siamo nel Parco dell’Adamello-Brenta, nella valle che conduce alle Dolomiti Trentine Occidentali, al cospetto di alcune delle montagne più belle e amate dell’intero arco alpino. La Val Rendena è verde, tortuosa, selvatica e mantiene questa sua identità fino a Pinzolo e a Madonna di Campiglio, dove cambia volto e diventa modaiola ed esclusiva, pur senza perdere il proprio fascino.

Altra caratteristica di questo fiume importante e famoso, che si chiama Sarca solo finché non ci fa il favore di dar vita al Lago di Garda, per poi cambiare nome in Mincio, è il lavoro di tutela che negli ultimi anni è stato compiuto lungo il suo corso. Quantomeno all’interno della Valle. L’ente parco e le istituzioni provinciali hanno sempre tutelato le acque della zona e la fauna ittica della Sarca, istituendo zone in cui ogni attività di pesca era bandita, in maniera da preservare il delicato ecosistema del fiume. Oggi, con la collaborazione delle associazioni di pescatori locali, molte aree bandite sono state trasformate in no-kill zone, ovvero in tratti del fiume in cui è possibile solo la pesca sportiva, dove non si può fare cestino. Zone in cui soprattutto gli appassionati di pesca con la mosca (storicamente disciplina molto più legata alla dimensione sportiva che a quella di sostentamento) possono trovare un fiume vivissimo, senza dover sottostare ad alcuna proibizione, che non sia un corretto e immancabile rilascio in acqua delle proprie prede. Il tempo di una foto con le trote più grosse.

Pesca sulle Dolomiti del Trentino

© Roberto Valentini

La pesca in Val Rendena, come dicevamo, è aperta dal 22 febbraio. Ma le zone in cui è possibile mettersi a caccia di prede ittiche si estendono anche ai tanti affluenti e laghetti della valle, dove però l’attività sarà consentita solo tra pochi giorni, precisamente dal 5 aprile. Inoltre, a quanto ne sappiamo, sono in vigore limitazioni e regolamenti più stringenti rispetto al corso principale. Consigliamo di informarsi preventivamente, ma ci risulta aperta la pesca solo nei giorni di mercoledì, sabato e domenica, e un numero molto ridotto di prede possibili. Se siete in regola con le licenze o se prevedete di acquistare i permessi d’ospite messi a disposizione della regione Trentino per i pescatori dilettanti occasionali, eccovi qualche rapido suggerimento su alcuni dei luoghi da non perdere, tra Campiglio e Ponte Arche.

Il Lago Ritorto

Siamo nella parte nord-occidentale della Val Rendena, che appartiene geograficamente al gruppo dell’Adamello e ci troviamo decisamente ad alta quota. Probabilmente, il lago, non sarà realmente disgelato che alla fine di giugno, soprattutto data la moltissima neve caduta quest’anno. Il Ritorto si raggiunge in automobile risalendo dal Lago Nambino a Malga Patascoss, tramite una strada prima asfaltata, poi sterrata. Quindi con 10 minuti a piedi, si raggiunge il bacino. Il lago è nei pressi del rifugio Pancugolo ed è raggiungibile anche con la funivia (non prima delle 8.30, orario d’apertura dell’impianto). Un po’ per la quota, un po’ per la qualità del luogo, uno dei migliori siti di pesca per la trota fario. Si pesca anche qualche iridea e piccoli ciprinidi.

Val di Genova

Pesca val di Genova

© fer-martin

Oltre al fatto che la Val di Genova è una delle più belle vallate di tutto il Trentino, c’è un motivo che non mancherà di attrarre l’attenzione dei puristi della pesca: essendo una delle zone di montagna più tutelate d’Italia, la valle che accoglie il corso primigenio della Sarca ospita una fauna ittica ricchissima e molto vitale, tanto da riuscire a mantenere un ecosistema quasi totalmente autonomo e autoctono (anche grazie a ferree regole per i pescatori su cui consigliamo di informarsi e a cui attenersi), integrata soltanto da novellame finemente selezionato dall’Associazione Pescatori Alto Sarca. Un posto davvero da non lasciarsi scappare.

Sarca di Campiglio

Dalla località sciistica più famosa delle Dolomiti del Trentino si risale verso una piana verde e rigogliosa, lungo il corso di un torrente che unisce il Laghetto di Campiglio (dove si pratica persca molto turistica, un po’ per tutti, tra campi da tennis e bar all’aperto) e il Lago di Nambino (posto più in alto e più per pescatori veri). Che vogliate piazzarvi in una delle pozze formate dal torrente o risalire fino alla piana per pescare in luoghi più riposanti, la trota fario è lì che vi aspetta. I più montanari tra voi, probabilmente, avranno piacere di raggiungere quasi il Nambino, risalire il torrente fino ai suoi tratti meno accessibili e impervi, per sfidare il più astuto dei pesci nel suo habitat più naturale.