Capo di Ponte, Val Camonica: tra montagne e preistoria

Come in ogni più sperduto angolo del nostro Paese, anche tra le montagne italiane riposa, si mostra e ci tende imboscate la Storia. Quella con la S maiuscola, quella dei castelli del Trentino, delle trincee della Grande Guerra sull’ex confine austriaco, o delle vestigia romane che sopravvivono in Valle d’Aosta. Ma, nell’intero arco alpino, non c’è modo di calcare orme più antiche di quelle che ancora lasciano traccia di sé in Valle Camonica. In provincia di Brescia, lungo il corso del fiume Oglio, c’è un’area, una conca diversa da tutte le altre. La culla di una civiltà dalle radici talmente profonde che l’Unesco ha riconosciuto a questi luoghi il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Non per la scenografia rocciosa della Concarena, né per la svettante bellezza del Pizzo Badile, ultima delle cime del Gruppo dell’Adamello.

Parco Rupestre

© Darren and Brad

Tra i comuni di Capo di Ponte, Cimbergo e Paspardo, lungo i sentieri che risalgono le pendici dei monti o corrono tra i boschi del fondovalle, si trova una delle più eclatanti testimonianze dell’insediamento umano nell’ambiente dell’arco alpino ed una delle più estese e preziose ricchezze archeologiche d’Italia. Le incisioni rupestri della Valle Camonica. Decorazioni e iscrizioni che ci giungono direttamente dal popolo degli antichi Camuni, uno dei maggiori produttori al mondo di questa forma d’arte preistorica. Autore di un patrimonio culturale e storico inestimabile, di una narrazione per immagini incredibilmente affascinante e significativa. Scene di caccia, di vita quotidiana, di rituali in gran parte ancora da decifrare, affiancano, vergati nella roccia levigata, simboli arcaici e tribali. Come quello della Rosa Camuna, divenuto l’effigie ufficiale della regione Lombardia.

Turismo archeologico

© Darren and Brad

Dal punto di vista turistico, semplicemente un’occasione imperdibile per tutti gli amanti del trekking e della storia, la possibilità di visitare uno dei più importanti ed estesi siti archeologici del mondo, restando immersi nella natura e nell’ambiente alpino. Il parco delle incisioni rupestri di Naquane, la riserva comunale delle incisioni di Ceto, Cimbergo e Paspardo, il Parco archeologico di Seradina-Bedolina, e ancora quello dei Massi di Cemmo e quello Minerario e Archeologico di Sellero, sono le istituzioni che si occupano di tutelare il patrimonio rupestre della zona, tramite lo studio, l’organizzazione di percorsi tematici e visite guidate. I sentieri sono gli stessi battuti dai Camuni lungo i secoli che li hanno visti abitare la valle.

Per accedere ai singoli parchi è sufficiente un piccolo contributo, da un minimo di due euro a un massimo di sei. I sentieri sono accessibili a tutti, ma chi non paga non ha, in teoria, diritto alla visita. Tenetelo a mente, se qualche incaricato del parco dovesse guardarvi storto. Certi del fatto che, giunti fino a Capo di Ponte, non vorrete correre il rischio di una strigliata da parte del sorvegliante, vi consigliamo uno dei molti percorsi possibili nel Parco Nazionale di Naquane, il più esteso e vicino all’abitato di Capo di Ponte, dai percorsi pianeggianti in riva al fiume.

Valle Camonica Unesco

© Darren and Brad

Il sentiero si divide in quattro settori differenti, secondo i numeri di catalogazione delle incisioni. Dalla casa del parco si incontra la roccia 50, una delle più antiche e famose, datata oltre ottomila anni fa. Ci accolgono gli oranti in preghiera. Ci si addentra nel bosco e si incontrano la roccia 45, che rappresenta le alabarde, simbolo diffusissimo in tutta l’area camuna e l’ultima roccia del settore rosso, la numero 1: 60 metri di ampiezza e mille figure rappresentate. Il percorso blu inizia con la roccia 23, che mostra un carro a tre ruote, e il sacerdote in corsa della numero 35. Si devia lungo una scalinata in terra battuta e si imbocca un tratto del percorso rosso. Importante la roccia 57, che propone scene di caccia. Il sentiero torna verso la roccia 50, dove si incrocia il percorso verde, che ci accompagna verso l’uscita soprattutto con le rocce 70 e 73, raffiguranti il dio Kernunos, dalle corna di cervo.

Un paio d’ore di passeggiata nei boschi di latifoglie, per un viaggio che dura millenni, che precede l’origine della civiltà, che racconta di età perdute, ma ancora presenti nella roccia, nei racconti indelebili custoditi nel cuore della Valle Camonica.

Chi volesse provare in prima persona la vita dei popoli preistorici del territorio padano e alpino può farlo all’Archeopark di Boario Terme, dove sono ricostruiti insediamenti diversi sia per luogo sia per epoca e dove si possono provare attività come il tiro con l’arco, macinare il grano, un percorso rituale in un labirinto. Questo parco è particolarmente adatto ai bambini, sia per avvicinarli in modo divertente alla preistoria sia per spezzare la monotonia delle visite ai parchi.

Fra una visita e l’altra è d’obbligo fermarsi a gustare i sapori locali. Sono da provare i casoncelli, ravioli con un ripieno che varia di paese in paese, la selvaggina, sia gustata come secondo sia come condimento per paste deliziose, la polenta, pasta e pane fatti con farina di castagne (e a volte, in modi più innovativi, per esempio con farina di mirtilli), i formaggi. Insomma, c’è da sbizzarrirsi. E a fine pasto una grappa aromatizzata con bacche ed erbe locali. Molti ristoranti offrono menù turistici che prevedono piatti tipici ad un prezzo più che abbordabile come ad esempio Artintavola che si trova in via Nazionale, 38 a Capo di Ponte (tel. 036442380; cel. 3289416169).

Visto che i siti sono numerosi e che alcuni sono molto estesi vale la pena di dedicare alle visite almeno un fine settimana, tanto più che la zona offre molto altro, da castelli e musei a sport e terme. Essendo zone molto turistiche, i prezzi per il pernottamento tendono ad essere alti. Tanto vale coniugare l’utile al dilettevole ed alloggiare in un borgo medievale. Un ottimo esempio è Pescarzo, che è stato dichiarato patrimonio UNESCO e che, essendo una frazione del comune di Capo di Ponte, è molto vicino alle incisioni rupestri. Si consiglia di provare il B&B I Camuni: la rusticità è sicuramente costruita ad uso turistico, ma i prezzi sono accettabili rispetto al panorama generale, i gestori sono gentili e viene servita una colazione ottima che comprende varie specialità locali come le spongade (sorta di focaccie zuccherate), salumi, formaggi, pane di castagne.

Informazioni utili.
» Parco di Naquane: ingresso 6€, ridotto 3 €; aperto dalle 8.30 alle 13.30 da martedì a domenica, nel mese di luglio da martedì a sabato dalle 8.30 alle 19.30 e domenica dalle 8.30 alle 13.30 (chiusura cassa ore 13.00).
» MUPRE: Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica che si trova a Capo di Ponte. È aperto tutto l’anno dal lunedì al sabato dalle 14.00 alle 19.00. Il costo è di 6 € (ridotto 3 €) e comprende anche il Parco di Naquane.
» Parco Naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo: aperto tutto l’anno dalle 9.00 alle 16.00 (17.30 nei mesi estivi) e l’ingresso costa 3 €. La biglietteria si trova a Nadro di Ceto, presso il museo.
» Archeopark: aperto dall’1 marzo al 30 novembre, tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.30, costa 8 € l’ingresso intero, 7 € il ridotto. Sono previsti sconti per famiglie.