Valnerina: trekking e benessere in Umbria

In Umbria c’è il vero polmone verde del nostro paese. Un’area coperta di boschi e protetta dai colli, ricca di storia e di tradizioni, un patrimonio che affonda le radici nella terra e la rende fertile per gli uomini che la vivono.

Valnerina Umbria

© Servizio Turistico della Valnerina

L’Umbria è una regione perfetta per il trekking e riserva moltissime sorprese anche per altre discipline di montagna perché le sue colline sono varie, a volte dolci e a volte impervie, e il paesaggio passa da colli privi di pendenza a fenditure nella roccia, dagli orridi ai crepaggi nel calcare. E perché in Umbria l’integrazione tra città e natura, tra monti e centri anitati è ancora più forte che in Toscana o nelle Marche.

Tutto questo si esprime forse al suo massimo in Valnerina. La vallata del fiume Nera, famoso per le spettacolari cascate delle Marmore (le più alte d’Italia e tra le maggiori in Europa). Si incunea tra i Monti Sibillini, nella zona sud-orientale della regione, fino a raggiungere la città di Terni. Punteggiata di paesini incantevoli e di piccoli borghi medievali (Scheggino con le sue mura e le rovine del torrione è imperdibile), ha tutto quel che si può chiedere a una vallata di montagna. Ricchezza di storia, un fiume dove si praticano rafting e canoa, le belle falesie di Ferentillo, per gli arrampicatori di ogni livello ed esperienza, tantissimi sentieri di trekking. I principali dei quali si trovano forse in alta Valnerina. E noi oggi vi proponiamo un bel sentiero di quattro ore di cammino, che corre dal paesindo si Castelsantangelo sul Nera, nel cuore pulsante dei monti Sibillini, fino a Monte Prata dove trovate addirittura qualche impianto di risalita per lo sci, attivo nei mesi invernali.

Valnerina, Pizzodiservo

© Pizzodisevo

Partenza dal piccolo centro di Castelsantangelo, sulle pendici del Monte Cornaccione. Uno sguardo ammirato alla cinta muraria parzialmente conservata e si parte sull’antica strada lastricata passando per il paesino di Gualdo. E subito ci immegiamo nei boschi di latifoglie dei Sibillini, tra querce e roveri, muri a secco eretti dai contadini. La strada è agevole e corre in costa sul versante est della vallata, aprendo sotto di noi lo spettacolo della Valnerina verdissima.

Si raggiunge Gualdo circa in un’ora e mezza di cammino. Il paese era il centro politico di questa zona della valle, come testimoniano le rovine del castello, di origine addirittura longobarda. Oggi Gualdo è un piccolo labirinto di stradine e di case caratteristiche, che conserva tutta la sua identità medievale: abitazioni in pietra, forni per la cottura del pane in vista, accanto ad ogni casa, nelle caratteristiche logge. E’ poco abitato, ma rimane un luogo affascinante e un’occasione di rinfrescarsi, grazie ai fontanili sparsi per il piccolo borgo.

Trekking Umbria

© UmbriaLovers

Oltrepassiamo Gualdo ed entriamo nel tratto della Valletta di Corvetto. Un bosco di faggi e una piccola radura e si cambia di nuovo versante, entrando nella piccola Valle dell’Acqua. Il sentiero è un saliscendi immerso nel verde. Si incrociano stalle antiche e una piccola cappella votiva, dove la strada si fa improvvisamente ripida, in salita. Se state affrontando il cammino in primavera, in questa zona saranno i profumi delle fioriture ad accompagnarvi, tra i gelsi e i fiori di campo. Si raggiunge di nuovo la strada asfaltata che ci porta al paesino di Castelluccio e alla sua chiesina. La Madonna della Cona è un piccolo santuario posto sulla Forca di Gualdo, un promontorio naturale sulla valle da cui si gode il miglior panorama dell’alta Valnerina. Sotto di noi: i piani di Castelluccio con le radure verde smeraldo, il poggio con il caratteristico abitato arroccato sulla cima e la zona verde delle paludi, lascito di un antico bacino inabissato tra i calcari cedevoli e le pietre permeabili della valle.

Il più è fatto: Monte Prata è a soli due km sulla strada asfaltata. Possiamo raggiungerla, oppure tornare sui nostri passi in un paio d’ore. In ogni modo, visitate i paesi della Valnerina famosa per i prodotti della sua agricoltura e per la cucina, oltre che i paesaggi. Norcia è infatti a un tiro di schioppo e la valle è terra di norcini e casari che producono i notelvoli prosciutti umbri e i formaggi. Castelluccio, inoltre, è noto per la produzione di lenticchie, una delle medaglie che la Valnerina si appunta sul petto per la qualità della tradizione contadina e culinaria. Una splendida occasione per rifocillarsi dopo il cammino.

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