Cascate di ghiaccio, le arrampicate più belle delle Alpi

Qual è lo sport invernale più emozionante che vi viene in mente? Dipende dal tipo di emozione cui andate in cerca. Se c’è di mezzo l’adrenalina, il contatto diretto con l’ambiente che vi circonda, la verticalità dell’ascesa e la sfida più diretta possibile alla montagna, allora mi permetterei di suggerire l’arrampicata su ghiaccio. Per esperti, per atleti allenati e consapevoli, solo per chi sa leggere il meteo tra le vette, interpretare i segnali del clima e delle temperature, riconoscere i versanti e le loro esposizioni al sole. Le cascate di ghiaccio delle valli alpine non sono per tutti, non bastano un paio di ramponi e uno di piccozze, per affrontarle. Ma, se siete tra i praticanti di questa disciplina, sapete cosa significa sentire il ghiaccio a pochi centimetri dal proprio naso, affrontare con pazienza e con perizia ogni trazione, la sensazione di maledire e benedire assieme il freddo, che da un lato ti penetra nelle ossa e dall’altro rende più sicura e più bella la tua scalata.

cascate di ghiaccio

© Handy Ares

“Fare cascate“, come dicono sinteticamente gli appassionati, è un’esperienza unica, che richiede una competenza superiore nelle tecniche di assicurazione e nell’uso degli attrezzi, oltre che una condizione fisica e una concentrazione perfette. Il silenzio, il rapporto con il ghiaccio, il paesaggio quasi sempre isolato e la natura incontaminata, sono le caratteristiche principali di questa sfida sfacciata al materiale più infido e scivoloso che la natura ci mette a disposizione. Ognuno ha le sue ragioni per preferire una cascata piuttosto che un’altra. Il ghiaccio cambia di anno in anno, di settimana in settimana, non è mai lo stesso. Ogni cascata è viva, diversa dalle altre, diversa da se stessa. Per questo, la nostra top 5 di oggi è la più personale di tutte, la proposta più umile e con meno pretese tra quelle che potremo mai farvi. Ecco le nostre 5 cascate di ghiaccio preferite delle Alpi.

1. Livigno – Candela delle Meraviglie

Un quinto grado di difficoltà, nella splendida Val di Livigno, la conca attraversata dal torrente Spol, uno dei paradisi fondamentali per i cascatisti. Moltissimi gli itinerari su ghiaccio, rigide le temperature, che assicurano un bel gelo e una bella superficie plastica da scalare fino a fine inverno e anche oltre. La Candela delle Meraviglie è forse la più bella delle dieci cascate della zona. Non troppo impegnativa, ma non certo adatta a principianti, immersa in un paesaggio assolutamente suggestivo, è una bella colata addossata, ma separata dalla roccia. Vedere i propri compagni che la affrontano, da sotto il getto congelato, è un’emozione piuttosto intensa. Bellissima.

2. Cogne – Cascata dell’Acheronte

Arrampicata in cascata

© Luciano Romeo

Un altro nome decisamente suggestivo, forse più minaccioso, che ci ricorda che è pur sempre un fiume quello che cede sotto le punte delle piccozze. Siamo in Valnontey e affrontiamo una colata in canalino, strettamente incuneata nella roccia. circa trecento i metri di ascesa, per una difficoltà piuttosto bassa, ma un paesaggio davvero irripetibile. Alcuni passaggi, soprattutto se l’innevamento è buono, si affrontano addirittura in piedi. L’Acheronte è una cascata perfetta per muovere i primi passi sui ghiacci della Valle d’Aosta e alterna passaggi alpinistici a arrampicata vera e propria. Ma la soddisfazione del Gran Paradiso imbiancato tutto attorno, è totale e irrinunciabile.

3. Alagna Valsesia – Saccu Rittu

Ci trasferiamo sul versante Piemontese del Monte Rosa, ai piedi del gigante. Frazione Resiga. Il Saccu Rittu è una cascata famosa per gli appassionati della bellissima Valsesia, e si trova in Valle d’Otro. Il ghiaccio sale per circa 150 metri, con una pendenza iniziale tra il 60 e il 75 percento, fino a raggiungere la caratteristica grotta che distingue la cascata e fornisce una delle soste più confortevoli che un arrampicatore sul ghiaccio può sperare di incontrare. Dopo di che, si sale per difficoltà e pendenze più verticali. Livello medio per un’esperienza di scalata davvero interessante. Un buon campo di allenamento per tutti. Unico neo: si raggiunge dopo una scarpinata nella neve di un’oretta. Itinerario per alpinisti completi. Magari con gli sci d’alpinismo, per una sciata post-cascata.

4. Arabba, Serrai di Sottoguda – Excalibur

Cascata di Sottoguda

© giampdj

Probabilmente ci troviamo nella zona di cascate più conosciuta e più amata di tutto il Veneto, regione in cui la disciplina dell’arrampicata su ghiaccio è particolarmente popolare. Nei pressi di Arabba, facilmente accessibile e a portata di mano, Excalibur è una tra le tante cascate disponibili (circa una quindicina). Forse la più bella di tutte dal punto di vista estetico e paesaggistico, sicuramente una tra le più divertenti e sicure, per il ghiaccio solido e l’esposizione favorevole. Difficoltà medio alta per questa cascata a candela piuttosto stretta, immersa nella cornice spettacolare delle Dolomiti e della Marmolada.

5. Ponte di Legno – Cascate del Pisgana

In Val Sozzine, proprio al termine della Val Camonica, vicino a Ponte di Legno e ai piedi del ghiacciaio Pisgana, uno dei più estesi d’Europa per quanto oggi in sofferenza, come tutti, queste belle cascate hanno un difficoltà non estrema, ma nemmeno da sottovalutare. Un terzo grado facile per gli esperti, da prendere con le molle per un neofita. Oltre trecento metri di sviluppo verticale in un ambiente alpino di altitudine elevata. Le rocce affilate del Gruppo dell’Adamello a fare da cornice a questo canale molto incassato e non troppo pendente, ma lungo e faticoso. Un primo banco di prova in ambiente per chi frequenta da poco la disciplina e si sente di provare qualcosa di più impegnativo.