In Val di Non tra canyon, torrenti e cascate

L’acqua dà il meglio di sé tra le rocce. Non ce ne vorranno gli appassionati di spiagge chilometriche, di lidi caraibici, di sabbie bianchissime, ma vogliamo mettere i colori e la bellezza di una caletta rocciosa, il fascino di una scogliera a picco, i giochi di luce di una grotta? Non c’è storia. E più c’è roccia, più bella è l’acqua. La conclusione è logica: gli spettacoli migliori che l’acqua sa regalare, si trovano in montagna. A tal proposito, ecco a un paio di consigli per inseguire le acque tra i monti, per godere dei loro giochi tra le pietre, della loro forza modellatrice.

Val di Non

Val di Non - © Parco Fluviale Novella

Vi portiamo in Val di Non, splendida valle trentina incastrata tra le Dolomiti Occidentali e quelle Orientali. Una vallata famosa per le mele, ma nota anche per la sua particolare conformazione geologica, fatta di rilievi dolci e di saliscendi attraverso i quali si snodano i corsi del fiume Noce e dei suoi numerosi affluenti. Corsi tortuosi che, nei secoli, hanno scavato nei depositi calcarei dei Monti Anauni e della Catena delle Maddalene, dando vita ad alcuni degli spettacoli di acqua e roccia più belli in natura. Orridi, forre e canyon che attraggono da sempre la fantasia e l’interesse di persone comuni, turisti, studiosi, geologi e narratori, che raccontano leggende inquietanti su questi umidi e oscuri corridoi scolpiti dai torrenti.

Parco Fluviale Novella

Parco Fluviale Novella in Val di Non

© Parco Fluviale Novella

Aperto da maggio fino ad ottobre, necessaria la prenotazione, aperto soltanto per visite guidate. Proibito scorrazzare liberamente nel territorio di questo parco singolare, che si trova a cavallo dei comuni Trentini di Cloz, Romallo e Dambel. Le guide del Parco Fluviale Novella vi condurranno attraverso un cammino distinto in tre diverse fasi.

Il sentiero del bosco, che passa appena sotto la bassa falesia della Scaglia Rossa, una formazione rocciosa dalla colorazione peculiare; il letto del fiume, che assume ora l’aspetto di un torrente, ora si placa dando vita a pozze placide tra gli alberi, ora si lascia ingrossare dai fiumiciattoli laterali che calano attorno a noi sotto l’aspetto delle numerose cascatelle del parco; infine la forra, scavata nel calcare dal Novella, visitabile grazie alle passerelle sospese e affrancate alle pareti del canyon.

Sono tre chilometri di percorso in un ambiente affascinante, per apprezzare l’opera millenaria di milioni di gocce d’acqua che, giorno dopo giorno si fa strada attraverso gli strati di roccia. Il percorso dura circa un paio d’ore e si snoda dalla casa del parco sino all’uscita dal canyon, in località Eremo San Biagio.

Canyon del Rio Sass

Val di Non, Canyon Rio Sass

© Canyon Rio Sass

Fuoriusciti dagli stretti cunicoli del Parco Novella, a circa mezz’ora di cammino, si incrocia un altro canyon ancora più spettacolare. Si trova nel paese di Fondo, uno dei centri più importanti dell’alta Val di Non. Lungo tremila metri, è scavato dal torrente Rio Sass ed è davvero uno spettacolo naturale impressionante. Anche in questo caso è necessario affidarsi ad una guida dell’ente parco che gestisce le visite. Anche in questo caso è un’interminabile serie di passerelle che in circa due ore di cammino ci porta attraverso lo spettacolo geologico del canyon.

La differenza fondamentale è rappresentata dalla lunghezza superiore della forra del Rio Sass, rispetto a quella del Novella, ma soprattutto dalla profondità più che doppia, che giunge a quasi 50 metri di dislivello. Con quel che ne consegue: giochi di luce ancor più affascinanti, con i raggi che faticano ad insinuarsi nelle fessure tortuose della fenditura. Un livello di umidità più elevato, e maggiore spazio all’azione dell’acqua sul calcare delle pareti, che qui sono decorate da numerose stalattiti.

Anche le colonie di alghe rosse e verdi fanno la loro parte, decorando le architetture di calcare e le pareti che paiono giocare ad allontanarsi per poi riavvicinarsi, costringendoci in corridoi si 25 centimetri di ampiezza per poi aprirci lo spettacolo di camere sotterranee larghe trenta metri. Infine si ritorna ad uscire e a riveder le stelle in località Bagni di Fondo, antico sito termale.

Due avventure diverse alla ricerca di uno dei segreti più preziosi dell’acqua, alla scoperta della sua forza e della sapienza con cui è in grado di scolpire roccia e pietra. Perfette per i bambini, affascinanti per gli adulti.

Sciare in Val di Non

Se per visitare il parco fluviale e i canyon le stagioni migliori sono primavera, estate e inizio autunno, la Val di Non ha molto da offrire anche in inverno, soprattutto alle famiglie e chi cerca tranquillità: le aree sciistiche della Val di Non con piste facili e poco affollate sono ideali per i bambini, mentre i più esperti potranno raggiungere in quaranta minuti le piste di Madonna di Campiglio e in circa un’ora Obereggen e il comprensorio Dolomiti Superski.