Arrampicare tra le Dolomiti: falesie in Valle Isarco

Arrampicare tra le Dolomiti

Arrampicare tra le Dolomiti - www.suedtirol.info

Chi è il più importante e rivoluzionario alpinista del XX secolo? Facile. E’ un signore nato in Italia, ma che da sempre dice di non sentirsi Italiano. Un arrampicatore barbuto e dalla chioma fluente che ha rifondato il concetto di arrampicata sportiva, rendendola ciò che oggi gli appassionati di tutto il mondo praticano, dando un senso alla disciplina del free-climbing e ribaltando completamente convinzioni secolari su difficoltà, attrezzature necessarie, tecnica di roccia. Questo signore si chiama Reinhold Messner.

Nato a Bressanone, capoluogo della splendida Valle Isarco. Un fenomeno, un recordman, forse il più importante protagonista di sempre della storia dell’alpinismo internazionale. Eppure anche lui avrà dovuto iniziare, da qualche parte. E, dato che casa sua si trova tra le splendide Dolomiti dell’Alto Adige, avrà iniziato vicino a casa? Come tutti gli arrampicatori, deve aver iniziato in falesia, dalle brevi arrampicate delle basse pareti, dai singoli tiri di corda, facili o difficili che siano.

Arrampicatori, volete battere i primi passi, afferrare le prime prese della leggenda dell’arrampicata? Ecco a voi qualche consiglio per fare roccia sulle falesie della Valle Isarco.

Falesia di Forte Alto – Valle Isarco

Falesia Forte Alto, Valle Isarco

Falesia Forte Alto - www.x63.it

Lungo l’autostrada A22, che corre verso il Brennero, poco dopo Bressanone, c’è il comune di Fortezza. Varrebbe la pena farci un giro anche soltanto per lo splendido forte austro-ungarico che sorge al limitare del suo territorio, a picco sul lago di Fortezza. Uno spettacolo di architettura ottocentesca, un maniero a prova di bomba realizzato su tre blocchi separati. Il più elevato, il Forte Alto, è posto su di un cucuzzolo roccioso, ai piedi del quale troviamo un’area picnic e la storica falesia omonima. Esposta ad est, ben soleggiata, varia e divertente. un singolo settore che ospita undici tiri di difficoltà variabile, dal 3+ dove far provare davvero i bambini e i principianti totali, fino a dei bei 6c+ impegnativi. Perfetta per guidare un neofita della roccia dagli esordi traballanti fino alle prime difficoltà vere e a una più che discreta maturità. Anche perché questo settore particolare alterna una parete dal granito liscio e levigato a una scorbutica e irregolare, con un piccolo diedro, passaggi strapiombanti e prese molto atletiche. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Valle di Funes – Falesia di Zanseralm

Valle di Funes

Valle di Funes - Foto Alto Adige Marketing / Joachim Chwaszcza

La Valle di Funes è poco a sud di Bressanone e si incunea verso le spettacolari Odle, torri dolomitiche indimenticabili. Si lascia la macchina al parcheggio del paesino di Zans. Percorrendo il sentiero n. 6 della vallata, che porta al Giogo della Croce, deviando per un breve tratto lungo il n. 35, si incontra una palestra naturale di arrampicata che alcuni definirebbero semplicemente perfetta. Si tratta della falesia di Zanseralm. Parete in dolomia pulitissima. Inclinazioni della roccia in costante cambiamento. Una struttura imponente, esposta in tutte le direzioni, che permette di arrampicare sempre al sole. Roba da perderci le giornate, se si hanno abbastanza braccia e fiato. Le vie sono più di cinquanta e abbracciano davvero tutto l’arco delle difficoltà: mancano solo i noni gradi in aderenza. Dal 3 all’8a, invece potete sbizzarrirvi. Zanseralm accoglie sia i principianti che i professionisti, e coccola gli arrampicatori intermedi con tante vie di grado tra 5b e 6b. Strapiombi, diedri, passaggi al limite, clessidre. Ci sono anche vie sulle caratteristiche torri a forma di fungo delle Dolomiti Altoatesine. Una meraviglia.

Arrampicare tra le Dolomiti: Passo delle Erbe

Arrampicare Dolomiti, Sass Putia

Sass Putia - Foto di Llorenzi

Non sono soltanto gli scalatori a due ruote, quelli del Giro d’Italia che è spesso passato da queste parti, a frequentare il Passo delle Erbe. Ci sono anche quelli armati di corda e magnesite, che affrontano pendenze molto più spaventose dei 17% delle strade di montagna. Al confine tra la Val di Funes e la val Badia, nel paese di Wurzjoch, abbandoniamo l’auto e prendiamo il sentiero 8a. Siamo alle porte del Parco naturale Puez-Odle, il cuore delle dolomiti altoatesine, un’area protetta condivisa tra Valle Isarco, Val Pusteria, Val Badia e Val Gardena.

Raggiungiamo il bivio e tagliamo per l’8b. Siamo Dopo mezz’oretta di cammino in tutto, ci imbattiamo in una bella falesia di roccia dolomia. Poi un’altra. Poi altre tre. Cinque settori in tutto, ai piedi del Sass de Putia, splendida dolomite panoramica, famosa per ospitare una delle più belle e delle più accessibili ferrate delle Alpi. Cinque settori, dicevamo, dalle pendenze diverse e ognuno molto vario al suo interno. Parecchie vie di quarto grado, per far prendere confidenza con la roccia ai principianti e permettere di grattare via la ruggine a chi è rimasto lontano dalle pareti per un po’. Diversi tiri di difficoltà intermedia, tra 5a e 6a. E poi a salire gradualmente fino agli sporadici 7c e 7b che fanno la gioia dei più allenati ed esperti. I settori sono tutti esposti in direzione diversa, così da trovare sempre la roccia asciutta, a tutte le ore del giorno.