Un titolo forse un po’ pretenzioso, non possiamo darvi torto, ma se si parla di Lombardia con amanti della montagna la Val di Mello è una meta imprescindibile, una delle traverse di maggior splendore della Valtellina.
Dall’estremo nord della Val Masino e in particolare dal paese di Ardenno, nelle vicinanze di Morbegno, si accede a questa vallata selvatica e verdissima. Stretta subito dopo l’abitato di Mello, si apre poi con i suoi prati e l’ampia radura di Cascina Piana, attraversata dal torrente omonimo, posta sotto strettissima tutela dal comune di Valmasino. Presa letteralmente d’assalto nei mesi estivi, è un ambiente perfetto per i bambini, ideale per una gita in giornata immersi in una natura incontaminata.
Le montagne dalla forma arrotondata e di una dolcezza sconosciuta alla maggior parte dei paesaggi alpini, salgono rocciose e verticali ai fianchi della valle. Grazie alla sua conformazione rocciosa, la Val di Mello è la preferita dagli arrampicatori. Si chiamano placche, le pareti dall’aspetto liscio e arrotondato che obbligano i climbers a cambiare lo stile comune e affrontare la cosiddetta arrampicata in aderenza. Poche prese per le mani, molta fiducia all’aderenza dei piedi e delle scarpette da roccia. Un rapporto particolare con la parete, diverso ma non necessariamente più complicato. E intorno la meraviglia della vallata che dall’alto delle sue lunghe vie di arrampicata è fatta anche di boschi pensili aggrappati alle pendici delle montagne. Non è dato sapere se sia per la bellezza dell’ambiente o per il fascino delle pareti che le vie della Val di Mello hanno alcuni dei nomi più evocativi: dall’Alba del Nirvana alla Uomini e Topi, dal Risveglio di Kundalini al Vortice di Fiabe.
C’è un tipo particolare di arrampicatori per cui la Val di Mello è la preferita in assoluto. La valle infatti è teatro del Melloblocco, la manifestazione di bouldering in ambiente più importante d’Europa. Ogni primo week-end di maggio, da tutto il mondo arrivano gli atleti di questa disciplina particolare, che si svolge sui tanti massi che costellano il fondovalle. Arrampicate di otto/dieci metri di sviluppo, atleticamente impegnativissime, con prese per le braccia di grande impatto visivo e difficoltà tecnica elevatissima. I più forti del mondo si trovano qui assieme ad appassionati di ogni classe e qualità, per polverizzare record, allenarsi, tenere clinic e condividere quattro giorni di calli sulle mani, materassini di sicurezza in spalla. Una vetrina internazionale prestigiosissima.
La Val di Mello è amata anche dai fedelissimi del trekking. I suoi sentieri del fondovalle sono dolci, poco faticosi – la gita fino a Cascina Piana è davvero per tutti, senza alcuna difficoltà – poi però la valle sale: corre verso il Disgrazia con i suoi 3678, il suo ghiacciaio e la Vedretta del Ventina, uno dei ghiacciai più amati dell’alpinismo lombardo, attraverso il paesaggio roccioso e brullo della Val Cameraccio, ambiente completamente diverso dai pascoli lussureggianti e dai boschi della Mello, ma che attira gli alpinisti come il miele per la bellezza dei paesaggi e la vista delle cime del Piccolo Darwin e del Pizzo Badile.
Un luogo del cuore, la Val di Mello, una montagna per tutti non foss’altro per i pizzoccheri della Trattoria Gatto rosso a Cascina Piana o del rifugio Mello. A buon intenditor…
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