Marcialonga, Dolomiti in bicicletta

Quanti modi esistono per viaggiare attraverso le Dolomiti? I tre più impegnativi e più antichi sono senza dubbio le proprie gambe in estate, gli sci di fondo negli innevati inverni e la bicicletta, più recente, ma comunque poco tecnologica e a impatto ambientale zero. C’è una manifestazione una e trina che riassume queste discipline. È la Marcialonga, nata come gara tra le più massacranti dello sci nordico, poi divenuta una corsa podistica e quindi appuntamento annuale per moltissimi ciclisti.

Qualunque sia il mezzo, la Marcialonga attraversa ogni anno la Val di Fiemme e la Val di Fassa, il cuore delle Dolomiti Trentine e una delle più belle zone delle Alpi in generale. La nostra proposta? Farsi atleti per un giorno o due, con moderazione, inforcare la bicicletta e seguire il corso del torrente Avisio, che da sempre attraversa le terre dei Ladini.

 

Prima tappa: Val di Fassa – Da Canazei a Moena.

Marcialonga

© Neuro74

Partenza, ore 10.00 – Niente levatacce: sono solo sedici chilometri. Prendetevi il vostro tempo per preparare un pranzo al sacco e girare le vie di Canazei e il suo pittoresco centro, con le facciate delle case decorate in puro stile ladino. Alle vostre spalle ci sono la Val Gardena, la Marmolada e il Passo Pordoi, salite arcinote del Giro d’Italia, ma sono solo da ammirare, oggi vi aspettano solo falsopiani.

In viaggio, ore 11.00 – La strada della Val di Fassa vi accompagna con lo spettacolo delle cime del Catinaccio, uno dei più bei massicci delle Dolomiti Trentine, imponente catena rocciosa che si innalza verso il cielo in uno splendido spettacolo scenografico naturale. Non state troppo con lo sguardo all’insù, o all’intorno, ad ammirare il verde della rigogliosa vallata. Ricordatevi di guardare dove andate.

Prima sosta, ore 12.00 – Non si fanno corse, siamo in vacanza. Nove chilometri in un paio d’ore dovrebbero darvi modo di guardarvi in giro e di accorgervi di un incantevole paesino chiamato Mazzin. Un centro minuscolo e grazioso, che dovete assolutamente visitare a cavallo della vostra due-ruote. Un importante pezzo di storia del popolo ladino. Cercate soprattutto Casa Battel, una delle pochissime residenze signorili tradizionali rimaste in piedi, con i suoi affreschi e la torre del maniero. Se siete abbastanza in forma, inerpicatevi verso la valle Antermoia, una delle traverse più belle della Val di Fassa, un vero paradiso naturale dove non faticherete a trovare un prato dove sedervi a riposare e pranzare in santa pace.

In sella, ore 14.00 – Salutate Mazzin, che riposa ai piedi del Catinaccio e piegate verso sud insieme alla curva della Val di Fassa. Il paese di Vigo è elegante e turistico. Se avete tempo e curiosità a sufficienza, legate le vostre bici in località San Giovanni e visitate il piccolo ma interessante museo dell’Istituto Culturale Ladino.

Arrivo a Moena, ore 17.00 – Siete giunti al termine della prima tappa. I vostri polpacci non dovrebbero essere affaticati al punto da impedirvi di visitare Moena, la Fata delle Dolomiti. La chiesetta quattrocentesca di San Volfango, le sue torri, soprattutto quella di San Vigilio, il suo centro caratteristico. Se siete affamati, sappiate che la cittadina è presidio Slow Food, e che sarebbe un crimine ripartire il giorno seguente senza aver assaggiato il suo meraviglioso formaggio Puzzone. Buon appetito e buona notte.

 

Seconda tappa: Val di Fiemme – Da Moena a Cavalese.

Dolomiti in bicicletta

© gengish skan

Partenza, ore 10.00 – Colazione ricca nella meravigliosa Moena e pronti per salutare la Val di Fassa e introdursi in Val di Fiemme. Pedalate lentamente, mi raccomando, che c’è molto da vedere e poco da faticare. Alzate soprattutto lo sguardo alla vostra destra, dove le cime dell’imponente Latemar fanno buona guardia a ogni vostra pedalata. I suoi capanili di roccia dolomia striata si stamperanno nella vostra mente, mentre la valle si restringe e attraversate i due graziosi paesini di Forno e Mezzavalle. Più avanti un’ampia conca assolata è la vostra prima sosta.

Predazzo, ore 12 – Una breve fermata nel centro più grande della Val di Fiemme. Predazzo è una cittadina tranquilla e placida. Un’atmosfera rilassata in una cornice naturale assolutamente invidiabile. Non faticherete a trovare qualche panettiere o salumiere aperto, per assaggiare le specialità della valle e gli ottimi salumi e formaggi di montagna. Se ve la sentite e siete abbastanza allenati, sarebbe proprio il caso di affrontare cinque km di salita pedalabile fino alla frazione Bellamonte, località famosa per i tabià, le tipiche case ladine oggi ristrutturate e splendidamente pittoresche.

Si riparte, ore 14.30 – Mentre calate lungo la valle, le Dolomiti sono ormai dietro di voi e iniziano a fare capolino il Monte Corvo e il Cermis. La Val di Fiemme è sempre verdissima attorno a voi. Sorpassato Ziano di Fiemme, concedetevi una sosta lungo le rive dell’Avisio, il torrente che vi ha accompagnato per tutta la pedalata. Magari in località Roncosogno, tra Panchià e Tesero. Seduti sotto un abete, godetevi il fresco. Siete quasi arrivati alla meta.

Arrivo a Cavalese, ore 16.30 – Ed eccovi alla capitale della Val di Fiemme, sulle pendici del Monte Cermis. Cavalese è davvero il cuore pulsante della valle, una città che fa mostra della sua storia e della sua importanza culturale per tutta la comunità ladina, con la pinacoteca e il museo di arte contemporanea, ma soprattutto i suoi edifici, come il palazzo Vescovile e la località del Banco della Reson, un piccolo tribunale all’aperto medievale.

Fine del viaggio, ore 18.00 – Da Canazei a Cavalese, passando per Moena. Coricatevi pure con gli occhi pieni dei boschi e delle cime, del cielo limpido di due tra le più belle vallate delle Alpi, immerse nel verde e nella natura delle più belle montagne del mondo: le Dolomiti.

 

Il sito ufficiale della marcialonga: marcialonga.it