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Alpe di Siusi, trekking tra Denti di Terra Rossa e rifugi


Alpe di Siusi

Benvenuti all’Alpe di Siusi, vasto altopiano dolomitico dell’Alto Adige che si estende tra la Val Gardena, lo Sciliar e il Sassolungo. Uno degli altipiani più grandi al mondo, il più grande d’Europa, dove i contadini lavorano sul proprio appezzamento (da qui il termine ‘alpeggio’) e ricavano il fieno per i masi. 56 chilometri di terra tra i 1800 e i 2300 metri di altitudine, un vero e proprio paradiso per gli sciatori in inverno – soprattutto i fondisti – e per gli appassionati di trekking d’estate.

L’Alpe di Siusi e l’imponente massiccio dello Sciliar sono anche al centro di molte leggende, che narrano di streghe, di magie e di creature che abitano i boschi dell’altipiano: le aguane, custodi delle sorgenti, le bregostane, esperte di spezie, i salvans, gli elfi del bosco e le salingen, fanciulle tramutate da Re Laurino in fiori, e molte altre figure che ricordano le più affascinanti storie remote. Senza dubbio a far la parte del leone sono le streghe, che sempre secondo la leggenda si ritroverebbero una volta l’anno da tutto il mondo proprio sullo Sciliar, dove arrivano a cavallo o sulle loro scope. Streghe cattive ma non solo: i nonni tramandano la storia di Martha, “una strega buona che ama i bambini e la natura e che riesce a trasformarsi in uno scoiattolo ogni volta che lo desidera”.

Alpe di Siusi, escursioniLeggende che danno quel pizzico di fascino a un luogo già pieno di magia. Qui vi proponiamo un giro fantastico da compiere nel periodo che va da aprile a ottobre, fattibile in una sola giornata per i camminatori più allenati, ma anche in due giorni per coloro che volessero prendersela con calma e gustarsi una notte sullo Sciliar a godersi le stelle e, chissà, a incontrare uno dei personaggi narrati dalle leggende.

Punto di partenza: Siusi allo Sciliar, ridente paesino a 1004 metri di altitudine, con pochi abitanti durante l’anno e molti visitatori d’estate, oppure Castelrotto, più grande e abitato e sempre all’interno del Parco naturale dello Sciliar. Da qualche anno vista l’ingente presenza di turisti da tutta Europa è stato limitato l’accesso delle auto all’Alpe di Siusi – possono accedere solo un numero ridotto di veicoli prima delle 9 e dopo le 17 – ma anche sconsigliato da quando è stata completata la cabinovia che in soli 10 minuti porta da Siusi all’Alpe.

L’auto potete lasciarla ai piedi della cabinovia, dove c’è un ampio parcheggio gratuito. Godetevi la salita, dove in 10 minuti passate da 1000 a 1800 metri. Ora vi trovate nella zona Compatsch/Compaccio, vero e proprio punto di ingresso dell’Alpe. Da qui parte la nostra escursione.

Muniti di zaino, qualcosa da bere e le indispensabili barrette di cioccolato per i momenti di pausa partite alla volta di Punta d’Oro, luogo nodale d’inverno per gli sciatori e sede di un hotel abbastanza caruccio. Ma non fatevi ingannare, la strada man mano che avanzate si farà sempre più verde e altipianeggiante e meno affollata. In un’ora/ora e mezza arrivate a destinazione: prendetevi una pausa e godete del panorama, che inizia a farsi spettacolare.

Secondo tratto: da Punta d’oro è il momento di dirigersi verso l’Alpe di Tires, alle spalle di una delle montagne più spettacolari del luogo, i Denti di Terra Rossa, chiamati così per la loro somiglianza a dei veri e propri denti e noti per un ghiaione molto ripido che si può percorrere con una certa attenzione. Nel nostro itinerario arriveremo alle spalle dei denti, quindi non vi preoccupate.

Denti di Terra Rossa

Il rifugio Alpe di Tires è a 2400 metri, questo basta a suggerire che il percorso di questo secondo spezzone sarà molto faticoso, quasi tutta salita e per niente docile: prendetevela con calma, ognuno secondo il suo ritmo, ci vorrà un’ora per i più rapidi, ma prevedetene almeno due, soprattutto se siete alle prime armi. Il rifugio si trova sulla linea di confine tra la Val Duron e l’Alto Adige, alle pendici settentrionali del Catinaccio. E’ un edificio in tipico stile altoatesino con un ristorante niente male: consigliati i gustosi primi. Oltre alla terrazza tutto intorno potrete sistemarvi comodamente sui prati, e godere della bellezza del paesaggio.

Se optate per un percorso in giornata, Alpe di Tires può rappresentare una pausa veloce per pranzare e poi ripartire. Restano quasi tre ore di discesa da fare con calma per tornare al punto di partenza, con un cammino che si fa via via più morbido e finisce tra masi e alpeggi. Dopo 7/8 ore in totale siete al punto di partenza, Compatschse.

Se invece dedicate all’escursione due giorni, prenotate una notte al Rifugio Bolzano. Dal rifugio Alpe di Tires parte un sentierino piuttosto lungo alle spalle dei Denti di Terra Rossa dove in un continuo saliscendi avrete due ore di cammino a buon ritmo per raggiungere il Bolzano, uno dei rifugi più belli e importanti di tutta l’Alpe di Siusi. Situato a 2457 metri di altitudine, il Bolzano al Monte Pez è meta solo per i camminatori e regala un paesaggio mozzafiato – Catinaccio, Odle, Sassolungo, Sassopiatto e in lontananza il ghiacciaio della Marmolada – e un’atmosfera fantastica. Uno dei pochi aperti fino a fine settembre per permettere di godere dell’arrivo dell’autunno, il rifugio ha 120 posti letti e un’ottima cucina. Se volete fermarvi prenotate, onde evitare di trovarvi nel tardo pomeriggio su questo picco e senza una sistemazione.

La mattina, dopo una nottata che scommettiamo sarà fantastica e un sonno profondo, senza dimenticare la colazione magari a base di uova, speck e patate, c’è un ulteriore possibilità: ovvero andare giù dritti fino a Siusi senza passare dal punto di partenza. Il percorso in questo caso richiederà 3 ora e mezza/4, ma dopo il riposo sarà una bellissima sensazione. Quattro ore tra campi, sentieri e boschi, che vi farà passare da 2500 a 1000 metri, per  un ritorno tutto in discesa che più dolce non si può, a parte forse un leggero mal di gambe, traccia vivissima delle fatiche del giorno prima.

Alpe di Siusi, Sassolungo Sassopiatto

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