Le Pale di San Martino: trekking tra rifugi e vie ferrate

Dolomiti, Pale di San Martino

© gengish skan

Cattedrali rocciose che si stagliano contro l’azzurro del cielo. Queste sono le Pale di San Martino, uno tra i gruppi montuosi più spettacolari delle Dolomiti. L’imponente massiccio sovrasta il Passo Rolle e la graziosa località di San Martino di Castrozza, centro turistico d’eccellenza. La bellezza della catena è strettamente legata alla sua storia geologica risalente a trecento milioni di anni fa, quando questa zona era ricoperta dal mare e abitata da colonie di coralli che, unendosi, costituirono barriere altissime. Con il passare dei secoli, le scogliere emersero, andando a formare il nucleo originale delle Pale di San Martino che, sottoposte all’azione degli agenti atmosferici, assunsero poi le attuali conformazioni aguzze. Queste montagne, a cui è stato attribuito il titolo di Patrimonio dell’Umanità, hanno attratto viaggiatori provenienti da tutta l’Europa fin dall’ottocento. Andiamo qui alla scoperta di due tra le attività principali che caratterizzano questo maestoso massiccio: il trekking e le escursioni.

 

Trekking ed escursioni sulle Pale di San Martino

Oltre alla ricchezza paesaggistica e naturalistica, una delle caratteristiche che rende le Pale di San Martino luogo ideale per molti turisti è la possibilità di intraprendere escursioni a tutti i livelli: dal principiante all’esperto che si avventura tra le vie ferrate. Gli itinerari più semplici iniziano a fondo valle, attraverso i verdi boschi locali, ma anche per meno i meno audaci vale davvero la pena raggiungere le cime più alte, da cui si possono ammirare panorami mozzafiato. Tra i percorsi più invitanti ci sono quelli verso i rifugi che, dopo lunghe camminate, rappresentano una vera e propria “oasi nel deserto”. All’interno delle baite ci si può ritemprare e rifocillare, gustando ottimi menu, che includono speck, polenta, gnocchi, zuppe e canederli.

Pale di San Martino

© Michele Catania

Una meta imperdibile è il Rifugio Rosetta, da cui si possono raggiungere la vetta più alta delle Pale di San Martino e il ghiacciaio della Fradusta. Molto suggestivo è anche il Rifugio Colbricon, ubicato tra i due laghetti di Colbricon e raggiungibile con un itinerario abbastanza semplice da Malga Rolle (Tonadico, Passo Rolle) e con un percorso più difficoltoso da Malga Ces. I rifugi non costituiscono però l’unico punto di relax durante le escursioni in alta montagna. Procedendo tra gli spettacolari paesaggi capita spesso di imbattersi nelle malghe, edifici che d’estate vengono usati come riparo per il bestiame e adibiti alla lavorazione del latte. Oltre a rifornire quotidianamente i caseifici locali, molti dei malgari offrono ristoro ai turisti con latte appena munto, formaggio, panini e dolci.

Come in ogni gruppo montuoso che si rispetti, anche sulle Pale di San Martino non mancano, poi, percorsi per i più esperti, primo tra tutti le vie ferrate. Si tratta naturalmente di itinerari accessibili solo a chi è avvezzo e allenato. Per chi pratica trekking da tempo e desidera cimentarsi per la prima volta in questo tipo di escursioni, è consigliabile rivolgersi alle Guide Alpine, che ogni estate organizzano tour sulle vie ferrate. Tra i percorsi più emozionanti ricordiamo la Ferrata Bolver Lugli, con partenza da Colverde, e il sentiero Nico Gusella, itinerario molto impegnativo che permette, però, di godere di un’indimenticabile vista sulla vallata sottostante. Nei mesi invernali, un’esperienza da vivere è invece quella delle ciaspolate, passeggiate sui sentieri innevati, organizzate dalle Guide Alpine.

 

Informazioni utili

Sentieri e attrezzatura – I sentieri che conducono ad alta quota sono eccellentemente tracciati dalle segnaletiche del CAI. È comunque consigliabile portare sempre con sé una mappa dettagliata, acquistabile in gran parte dei negozi a valle. È inoltre preferibile indossare scarpe da trekking e abbigliamento adeguato. C’è da ricordare che, persino nelle giornate apparentemente soleggiate, il tempo in montagna è imprevedibile. Occorre perciò avere a portata di mano giubbini impermeabili e maglie in tessuto termico per ripararsi da correnti fredde e acquazzoni improvvisi.

Dormire nei rifugi – Chi desidera trascorrere una notte a contatto con lo spettacolo della natura, può dormire ad alta quota. Quasi tutti i rifugi dispongono di posti letto. Bisogna però prenotare con un po’ di anticipo, soprattutto nel week-end e in alta stagione, per non correre il rischio di non trovare posto.